CATENE E FANTASMI

ChimereOneTeam è praticamente una semifinale, lo sa Paolo Sonzogni come lo sa Luca Borra. La fortuna delle Chimere è il non dover dimostrare niente a nessuno mentre per la truppa milanese (e veronese) una sconfitta oggi avrebbe il sapore del fallimento, per altro già provato da tutti i team vincenti negli anni passati; di contro iniziare un progetto nuovo affrontando nelle prime due partite le finaliste della scorsa stagione ti tempra il carattere ma ti espone al rischio di finire qui la stagione, mentre dall’altro lato c’è una squadra molto ben rodata che dopo lo scivolone iniziale con le bolognesi si è ripresa alla grande con le romane.
Cominciano le ospiti che imbastiscono subito un power football aggrappandosi a colei la quale lo scorso anno fu definita “la LeBron James” del Cifaf, Ilaria Adami, reduce dai 5 td serviti alle Marines; la difesa rossa però riesce a limitarla e a colpirla, ed appena cercano di fare qualcosa di diverso la Poli si ritrova braccata dalla Vannozzi e la Cardenas commette un fallo di frustrazione. La red zone guagnata dal team… One, si trasforma in un 4 e lunghissimo e si “punta”
Le Chimere per il loro drive iniziale si affidano alla coppia GiovanniniMingozzi con la prima che spiana la strada e prende primi down con portate al limite della prepotenza e la seconda che danza sui suoi piedi velocissimi sfuggendo a qualsiasi tentativo di placcaggio, ed è così, con in mezzo un’altra fenomenale catch della Taddia, che la piccola Chiara arriva in fondo al campo e mette il proprio nome sulla prima segnatura stagionale del sodalizio adriatico. La trasformazione è un bel lancio della Valieri nelle mani di Nausicaa Dell’Orto dimenticata in end zone dalle avversarie. 7-0. Il secondo ed il terzo quarto scorrono sulla grande forza difensiva delle due squadre, la terra pare tremare quando Adami e Crocetta collidono in mezzo al campo, ma col passare del tempo è evidente che la difesa nordica sta prendendo il sopravvento sulla linea fin lì perfetta delle Chimere e l’affaticamento di Gaia, che non molla l’osso nemmeno un secondo, costringe l’attacco rosso a qualche 3&out di troppo. Si va così all’ultima frazione e succede di tutto. Il One Team cambia il fullback e chiama il LB Pezza a far strada alla Adami, la mossa è vincente, Melissa è una furia e permette ad Ilaria di prendere velocità senza essere toccata, a quel punto per lei è un gioco da ragazzi girare l’angolo ed arrivare in fondo, l’esultanza rabbiosa è in sostanza un complimento alla difesa Chimere, e la successiva trasformazione (dubbia) porta il punteggio in parità.
Sulla sideline estense la sensazione è che non si possa mettere un freno ad Ilaria Adami e che l’attacco sia in difficoltà ma Chiara Mingozzi sguscia tra le mani della Malerba e vola verso l’altro lato del campo raggiunta solo poco prima della end zone dalla safety.
Il paradosso del football femminile si palesa quando con i primi tre tentativi and goal le rosse non riescono a superare la linea, rimanendo a due o tre yards dalla gloria, una situazione in cui qualsiasi coach di prima, seconda o terza divisione porterebbe a casa 3 punti per poi affidarsi alla difesa per mantenere la vittoria. Ma un allenatore di un team femminile non può farlo, lui deve necessariamente segnare un touchdown, quindi timeout e dal cilindro esce una play action con lancio sulla Dell’Orto che riporta in vantaggio le sue. 13-6.
È qui che la difesa OT vince la partita, impedendo a Gaia Giovannini di trasformare il TD, vengono in mente i fantasmi della finale 2013, in quella occasione furono le Lobsters ad impedire una trasformazione guarda caso proprio a Nausicaa e sembra che il destino voglia riprendersi ciò che mi diede allora su questo stesso campo; mi guardo addosso, porto la stessa maglietta di quel giorno, vorrei toglierla ma sto tenendo la catena, non posso.
Riparte il One Team con 3′ sul cronometro, si avanza, ma con grande fatica fino a che non viene rimandata la Pezza, sorella di Giorgia, che segnó il TD non trasformato dalle Furie, ad aprire la strada per la Adami; snap, è una corsa a sinistra, Melissa colpisce il DE ed apre il buco, ma Crocetta con una lettura perfetta è già là pronta ad “abbracciare” l’amica veronese.
Ed è qui che la Adami fa qualcosa che solo lei e LeBron James, sanno fare, si gira in un fazzoletto e cambia direzione, va a destra dove le Chimere, sbilanciate, non possono più avere angoli buoni. Evita tre placcaggi e come al suo solito arriva in fondo e ringrazia qualcuno su, pareggiando la partita, vinta poi dalla Cardenas con una corsa centrale che fissa il punteggio sul 14-13 e manda, probabilmente, le milanesi a difendere il titolo in quel di Cesena a luglio.
Io sono tornato a casa sfatto dopo una trasferta di 800km in un giorno ma credetemi, un pezzo di me è ancora sul Mike Wyatt field a bocca aperta per la straordinaria partita vista, il football del Cifaf è così, tutto cuore, fantasmi e catene.

Saltarin e Vannozzi in azione
Saltarin e Vannozzi in azione

Marc Taccone
Ufficio Stampa Crabs