Considerazioni al termine di una stagione lunghissima

Anche quest’anno siamo giunti alla fine dei campionati, mi permetto di scrivere qualche riga per ripercorrere l’anno appena trascorso. Per fare un po’ il punto, anche come promemoria per noi.

Abbiamo perseverato con l’idea che il campionato giovanile fosse imprescindibile per la crescita del movimento e la scommessa fatta sul campionato U19 ha portato i frutti sperati. Anche se con un roster ridotto abbiamo ben figurato di fronte a compagini più numerose e più blasonate, vincendo partite con grande soddisfazione dei ragazzi e dello staff. Siamo uno dei pochi team di 3 divisione, se non addirittura l’unico, ad avere un team in questo campionato. Non voglio neppure dire quanti sacrifici comporta, per una realtà piccola come la nostra, con numeri esigui non solo per quanto riguarda i giocatori, ma anche relativi allo staff, l’onore di partecipare a questo campionato. Se ad alcuni giocatori, anzi , se a tutti i giocatori abbiamo chiesto di fare il doppio ruolo, noi dello staff ci siamo cimentati in acrobazia degne del miglior Cirque du Soleil, ma non potevamo deludere i ragazzi. Quelli stessi ragazzi che ci sono stati alle calcagna dai primi giorni di agosto per precorrere la preparazione atletica, sempre pronti a qualsiasi esercizio avessimo da proporre, anzi chiedendo di allenarci tutti i giorni in ogni location possibile; ormai sembravamo decisi ad aprire il dislocamento pescarese di Tana delle Tigri e i risultati si sono visti: in pochi si sono frapposti a molti, ricevendo i complimenti di avversari e allenatori.

Sempre i ragazzi dell’Under19 ci hanno coadiuvato nell’impianto del campionato Senior, formando la base della prima squadra, alla quale si sono aggiunti i veterani, se li possiamo chiamare così, e provando a sviluppare il gioco, elementare ma efficace che ci contraddistingue. Le problematiche legate al nostro panorama si sono fatte subito sentire; la mancanza di alcuni giocatori che per scelta si sono allontanati dalla squadra, la carenza di alcune figure in determinati ruoli e dover innovare, anzi inventare da zero, i ruoli per alcuni ragazzi basandoci sulla propensione fisica e di gioco, sono stati ardui banchi di prova. Anche aver rinunciato ad alcuni validi giocatori per permettere loro di fare esperienza nella IFL ha condizionato molto il gioco, ma se vogliamo migliorare dobbiamo anche fare delle scelte che potranno portare frutti nel futuro. Siamo un po’ dispiaciuti che gli accordi presi con il team amico non sono stati ottemperati, ma in fondo ognuno cura il proprio orticello come meglio crede.
Ovvio che le scelte sul metodo di gioco e sul personale potranno essere sindacabili, ma l’obiettivo prefissato è stato raggiunto e mi posso considerare soddisfatto. Non scendo nei particolari, ma i diversi infortuni e le alterne vicende hanno caratterizzato il nostro campionato, con situazioni anche simpatiche, se le vogliamo chiamare così, ma che hanno comunque fatto riscontrare un miglioramento nel gioco e una crescita di alcuni atleti che ben figureranno nei prossimi campionati.

Discorso a se deve essere fatto per il team femminile. Le Lobsters sono per noi un vanto e una fonte inesauribile di “gioie” . Quest’anno le aragostine da combattimento erano di numero ancora più esiguo degli anni scorsi, con alcune situazioni personali che abbiamo dovuto valutare nell’immediato, gli esami di maturità!, che hanno subito minato la tranquillità di alcune atlete; per fortuna i dubbi sono stati fugati e abbiamo iniziato le attività. Le ragazze si allenano da sempre insieme agli altri team essendo, in più di una occasione, lo sprone per i maschietti, a volte dimostratisi più pigri rispetto alle compagne di squadra.
L’avvicinarsi della scadenza dell’iscrizione e la difficoltà di rinnovare il roster ci ha messo nella condizione di fare delle scelte, dimostratesi con il tempo vincenti:
Buttata giù quasi per gioco e raffinata giorno per giorno, è nata l’idea di una fusione fra il nostro team e le fenici Ferrara. Una cosa comoda starete pensando, eppure grazie alla disponibilità dei nostri compagni di avventura e sopratutto all’entusiasmo delle ragazze sono nate le Chimere!
I primi allenamenti sono stati complessi, poi abbiamo rodato le procedure e tutto è sembrato naturale, quasi a far pensare che la squadre fosse unita da sempre. Faccio una piccola digressione/ammissione, l’innesto di alcune figure l’ho visto davvero con diffidenza, ma mi sono dovuto ricredere; questa fusione mi ha dato la possibilità di conoscere delle persone e delle atlete che non mi aspettavo e che avevo sempre visto da una prospettiva distorta e contaminata. Ammetto l’errore!
Il campionato è stato fantastico, qualche errore dovuto al rodaggio, ma il team, mi ripeto, sembrava giocasse insieme da sempre e anche lo staff, nel nostro piccolo, ha contribuito con le mille telefonate e i millemilamilionikilometri!

In fine, ma solo per ordine cronologico, abbiamo implementato la squadra di flagfootball, degno coronamento del progetto scuole, riuscendo ad attrarre qualche ragazzo dai diversi istituti superiori che ci hanno visto partecipi durante le lezioni di educazione fisica a provare ad insegnare questo sport strano, che non è il solito calcio o il solito basket, ma che ti insegna meglio di altri sport cosa vuol dire far parte di una squadra, ti trasmette quei valori di appartenenza che a volte mancano ai ragazzi. Ci perdonerete se non siamo i migliori insegnati del mondo ma sono certo che l’impegno e la passione sopperiscono benissimo alle piccole lacune tecniche e di relazione che caratterizzano ognuno di noi!

A chiusura di questi miei pensieri, non posso non dedicare qualche minuto al fine settimana di Castel Giorgio con la partita della Nazionale Italia di American Football Femminile, alla quale hanno partecipato alcune nostre atlete. Un progetto molto discusso e al quale abbiamo faticato a partecipare, ma devo ringraziare (ancora una volta) la tempra delle Lobster che avrebbero giocato anche con una sola gamba, Enrica Pallina Scalella fra le tante, ma anche Karenpillar che ha giocato con un infortunio dovuto al fair play di un paio di avversarie, superando i problemi di lavoro (alcune sono quasi fuggite nottetempo dal lavoro per raggiungere il ritiro)si sono tuffate in una full immersion di football a 11 con allenamenti e relativa partita! ci siamo divertiti tantissimo a tifare la Nazionale femminile, dovevate esserci tutti o seguirla in streaming…. valeva la pena!

Qualche ora dopo la Nazionale femminile, abbiamo potuto assistere alla partita dei Master, cioè i giocatori over 45 anni. Dei veri guerrieri in grado di scendere in campo con qualche chilo di troppo e un po’ di affanno, molti acciacchi, ma un amore per questo sport nel cuore che non è paragonabile a niente. Anche in questo evento c’era un po’ di Crabs con gli storici e intramontabili: Fabrizio BAMBI Moretti, che fra l’altro è stato premiato come facente parte del Team Azzurro che vinse gli europei nell’83; Saverio Di Sante, il SOCIO, per molti di noi è stato il primo ad insegnare la differenza fra la gamba destra e la gamba sinistra; Anthony Mancini, un “RAGAZZO” che da un paio di stagioni ci aiuta e ci sopporta con la gestione dei team e, come succede sempre in Italia, l’IMBUCATO (il termine tecnico sarebbe fuoriquota) alla festa, Marc Taccone, che anche se più giovane dei suoi compagni ha potuto giocato questa splendida partita.
Nota a margine: al contrario delle altre partite viste in questo fantastico fine settimana di Football, quella dei Master è stata l’unica senza l’intervento della barella; i guerrieri sono usciti sulle loro gambe anche dopo infortuni più o meno gravi. Saverio è rimasto in campo e a fare le foto nonostante il medico avesse diagnosticato uno strappo del tendine di Achille. Mi dicono che i giocatori così non li fanno più!

Credo di aver detto tutto, lascio la parola a chi vuole aggiungere qualcosa, anche critiche (di quelle abbiamo sempre fatto il pieno negli ultimi 3 anni e sono sicuro che continueranno) che SE costruttive possono essere più utili di tanti consigli dettati da chi sa quali reminiscenze passate. Ringrazio i ragazzi della squadra, le ragazze che sono da esempio ai ragazzi per la volontà e la dedizione, ringrazio lo staff allenatori e dirigenti, non ne faccio un elenco perchè sarebbe comico, ringrazio l’ambulanza, che, in una unica soluzione, mi ha permesso di dimostrare che gli allenatori blasonati, o presunti tali, sono virtualmente inutili, e che una buona organizzazione ti permette di non perdere partite già vinte! (chi vuol capire capisca) e ringrazio anche chi ci ha seguito da lontano e ci ha aiutato come ha potuto.
lo ribadisco sempre, io di football capisco poco, ma mi piace far crescere la famiglia e impegnarmi affinché questo progetto vada sempre meglio.

Donatello